mercoledì 7 gennaio 2015

ANDERSON COOPER






Anderson Hays Cooper (New York, 3 giugno 1967) è un giornalista, conduttore televisivo e scrittore statunitense,anchorman del programma televisivo di informazione giornalistica della CNN Anderson Cooper 360°.

Anderson Cooper si laurea nella prestigiosa Università di Yale in scienze politiche nel 1989. Durante gli studi lavora per due estati per la CIA ma si rende conto che la sua passione non è quella di lavorare per il governo ma fare il giornalista.

Dal 1995 lavora per la ABC: prima come corrispondente per la ABC News, poi come co-presentatore del programma World News Now, poi come presentatore del reality show The Mole ed infine come co-presentatore del popolare Talk-show Live with Regis and Kelly.

Dal 2001 passa alla CNN lavorando come presentatore e corrispondente di trasmissioni di informazione e di attualità occupandosi di fatti ed eventi che hanno cambiato la storia come il Terremoto e maremoto dell'Oceano Indiano del 2004 nello Sri Lanka, la Rivoluzione del Cedro a Beirut, il funerale di Giovanni Paolo II, il matrimonio reale tra Camilla Parker Bowles e Carlo, principe di Galles e l'Uragano Katrina. Dal 2003 è conduttore del programma di informazione giornalisticaAnderson Cooper 360° sempre sulla CNN.

Dal 2007 co-conduce il settimanale di attualità televisivo della CBS 60 Minutes e dal 2011 al 2012 ha condotto il Talk-show Anderson (rinominato al secondo annoAnderson Live).

Nel maggio 2013 intervista Charles Ramsey, l'uomo che ha liberato tre ragazze scomparse 10 anni prima e tenute rinchiuse in una casa a Cleveland..

Nel 2011 è la voce narrante del musical di Broadway How to Succeed in Business Without Really Trying che vede tra i protagonisti Daniel Radcliffe. Ha anche scritto numerosi articoli per varie riviste, tra cui Details, oltre che aver scritto un libro per la casa editrice HarperCollins, Dispatches from the Edge - A Memoir of War, Disasters, and Survival, in cui racconta le sue esperienze in Sri Lanka, Africa e Iraq che diventa un best seller negli States arrivando alla numero uno della New York Times Best Seller list nel 2006.

Nel corso della sua carriera di giornalista e conduttore Anderson Cooper si è occupato di fatti di attualità e politica molto delicati ottenendo il riconoscimento da parte dei critici del mondo dell'informazione e ricevendo diversi premi.

Nel luglio 2012 Anderson Cooper dichiara pubblicamente di essere gay. Nell'aprile 2013 la rivista Out lo inserisce alla quinta posizione nella lista di gay e lesbiche più potenti ed influenti.



martedì 6 gennaio 2015

IL POSTO DELLE FRAGOLE


FRAGOLE PER DESSERT - Marie Sexton - Dreamspinner Press

Un libro della serie Coda

Quando Jonathan Kechter accetta un appuntamento al buio con Cole Fenton, non immagina nulla di più che una cena e l’avventura di una notte, ma trova in lui più di quanto si fosse aspettato. Cole è arrogante, appariscente e decisamente non è il tipo di Jon. Eppure, quando gli propone di vedersi per un po’ di sesso occasionale quando sono entrambi in città, Jon accetta subito.
Il loro accordo potrebbe anche essere definito occasionale, ma Jonathan impara in fretta che quando c’è di mezzo Cole Fenton, nulla è semplice. Tra la paura dell’intimità di Cole e il suo stile di vita errante, Jonathan si chiede se la loro relazione sia condannata fin dall’inizio, ma più Cole lo allontana, più Jon è determinato a farla funzionare.

Voto

L'acciaccato Jonathan, personaggio comprimario di "La lettera Z", viene redento dalle mani della sua autrice e trova finalmente l'amore. Da parte sua, Cole, tenta invece di non farsi incastrare perchè convinto di non essere degno di avere un amore monogamo. Vissero tutti felici e contenti. Bella storia. Ammetto di non amare molto la serie Coda di MS. Il primo libro mi era piaciuto, il secondo non era male, il terzo invece l'ho trovato inutile. In questo quarto romanzo la Sexton ha un nuovo impulso lodevole e devo dire che la storia risulta affascinante, soprattutto a livello psicologico. La trama l'abbiamo letta milioni di volte, poteva inventarsi qualcosa di più interessante questa prolifica scrittrice. Però ha scritto la banalità molto bene ed il risultato è un libro scorrevole con dei personaggi profondi che entrano in conflitto tra di loro perchè sono diametralmente opposti, ma che non possono assolutamente vivere l'uno senza l'altro. Uno dei personaggi che ho preferito? Il papà di Jonathan, che chiama Cole 'crostatina'. L'effemminato Cole lo facciamo fare a Chord Overstreet, e per parità di diritti, sempre nel cast di Glee, vado a pescare il suo affascinante collega Darren Criss.


NB Il voto è del tutto soggettivo e viene strutturato ad un massimo di cinque stelle: scarso, sufficiente, discreto, ottimo, eccellente.

BUONA BEFANA A TUTTI

Regalo nella calza dell'Epifania: scegliete la vostra befana!!!





BUONA EPIFANIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!

lunedì 5 gennaio 2015

SORRIDERTI



Sorriderti forse è morire,
porgere la parola
a quella terra leggera
alla conchiglia in rumore
al cielo della sera,
a ogni cosa - che è sola
e s'ama col proprio cuore.

Alfonso Gatto

domenica 4 gennaio 2015

RICOMINCIAMO DAL PRINCIPIO



II DOMENICA DOPO NATALE

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

(Gv. 1, 1-18)

L’evento dell’incarnazione del Verbo è la rivelazione perfetta e insuperabile del mistero di Dio. È nella “storia del Verbo” (san Bernardo) che l’uomo può vedere la gloria di Dio e così la vita eterna è già donata all’uomo, mentre ancora vive nel tempo.
Il disegno misterioso di Dio sull’umanità ora è pienamente svelato: a chi accoglie il Verbo fatto carne viene donato il potere di diventare figlio di Dio. L’uomo è chiamato a divenire partecipe della stessa filiazione divina del Verbo: ad essere nel Verbo Incarnato figlio del Padre. E il Padre genera nel Verbo Incarnato anche ogni uomo e in lui vede e ama ogni persona umana. È la suprema rivelazione della dignità di ogni persona umana, della singolare preziosità di ogni uomo.

venerdì 2 gennaio 2015

DENTRO IL SEMINARIO




Articolo di Andrea Fantucchio pubblicato sul sito orticalab.it il 5 dicembre 2014

«Sono omosessuale, ma un giorno vorrei poter officiare la messa»: Mario, nome di fantasia, è un ragazzo di provincia. Quella provincia sovente rinchiusa in una mentalità consolidata nei secoli che si manifesta in ogni tradizione, comportamento e schema di pensiero. 
Mentalità che, se trasgredita, sfocia spesso in episodi d’intolleranza. E’ il caso di questa storia, il cui incipit cozza inevitabilmente con gli schemi consolidati ai quali ci riferivamo.
Mario ci ha provato a rispettare questi schemi, poi, quando la situazione è diventata insostenibile, è andato via cercando conforto in quella che sentiva essere la sua vocazione: «Dio ci ha fatto a sua immagine e somiglianza.
Tutti, anche noi omosessuali, non ha mai parlato di uomini più uomini di altri. Io ho rinunciato ai rapporti carnali per abbracciare al meglio il sacerdozio, eppure, non è bastato».

Entrato in seminario due anni fa, quando aveva da tempo smesso col sesso, si sentiva egualmente in colpa nei confronti di quell’istituzione che lo stava accogliendo. Così, decise di raccontare al direttore spirituale la sua storia: «Il padre mi ha fatto giurare di non dirlo a nessuno, mi ha promesso sostegno e poi, invece, mi ha allontanato.
Continuava ad evitarmi nei corridoi, finché mi fecero capire che non ero il ben accetto. Le occhiate degli altri seminaristi, i silenzi a tavola, fino alle richieste dei miei compagni di stanza di non dormire più con me.
Così si uccide davvero un essere umano: col pregiudizio velato da tacita omertà».

La sua è una storia pregna di silenzi e ipocrisia, la stessa ipocrisia che continua a far da cornice a questioni come l’omosessualità, soprattutto in contesti piccoli come quelli di provincia: «Sono stato legato sentimentalmente ad un mio compagno di classe per quattro anni, anche se non ufficialmente.
Spesso, in classe, lui mi dava gli schiaffi o mi torturava in mille modi e poi, in pullman, diventava un agnellino. Finché un pomeriggio, tornando a casa, ci allontanammo dalla strada principale.
Lì, sulla collina, mi raccontò del rapporto difficile che aveva coi suoi genitori. Questa storia si ripetette per giorni: la mattina a scuola le sue sevizie, poi quando eravamo soli diventavo il suo sostegno. Un pomeriggio, mi baciò sulla bocca ed io risposi al bacio».

Dopo quel bacio la situazione fra i due ragazzi rimase la stessa. L’amico di Mario, infatti, non aveva alcuna intenzione di palesare pubblicamente i suoi sentimenti e così la storia andò avanti fra baci rubati e apparenze salvate.
L’altro giovane si fidanzò con delle ragazze più di una volta e lo stesso Mario, quando era in comitiva, si omologava alla legge di gruppo: «Non sono state rare le volte che ho dato del ricchione o del frocio a dei ragazzi solo per non scontentare i miei amici. So che è una cosa meschina, ma in quel momento la mia sola esigenza era nascondere al meglio ciò che ero».

Crescendo, nascondersi è diventato sempre più difficile: «La cosa peggiore era rinnegare se stessi. Così, un giorno, ho smesso: non ridevo più se gli altri facevano dell’ironia sui gay e il mio atteggiamento è mutato fin quando baciai pubblicamente un ragazzo.
Lo stesso pomeriggio trovai mio padre sulla porta e tutti i panni buttati in strada. Né una parola, né uno schiaffo, lo sguardo era quello di un uomo che aveva perso suo figlio per sempre. Mia zia mi accolse e lì rimasi due mesi, fino a quando le preghiere di mia madre riuscirono a convincere il babbo a riaccettarmi in casa».

Ormai, però, il paese era diventato una prigione: «Fu in quel periodo che iniziai a leggere la Bibbia e Sant’Agostino provando un conforto che nessun essere umano era mai riuscito a darmi. Dopo un anno di università, lasciai la facoltà di giurisprudenza per entrare in seminario.
Stavolta mio padre fu d’accordo e ci tenne a farmelo sapere. Lo ricordo come fosse ieri: credeva che il mio fosse un peccato da espiare e che la scelta monastica mi avrebbe aiutato nel percorso di redenzione».

L’incontro col seminario si è rivelato invece l’ennesima battaglia da combattere: «Credo che nella Chiesa ci sia molta ipocrisia. Senza voler fare discorsi sui quali si è già strumentalizzato abbastanza, penso che ogni castrazione dell’amore sia contraria ai principi cristiani.
“Chi non è colpevole scagli la prima pietra", Gesù salvò la Maddalena dalla lapidazione. Noi subiamo una lapidazione quando veniamo indicati come il male da debellare. Ci uccidono ogni volta che ci trattano come esseri umani di seconda classe».