lunedì 10 agosto 2015

IL CULO

 


Il culo, che meraviglia.
È tutto un sorriso, non è mai tragico.

Non gli importa cosa c`è
sul davanti del corpo. Il culo si basta.
Esiste dell`altro? Chissà, forse i seni.
“Mah!” sussurra il cùlo “quei marmocchi
ne hanno ancora di cose da imparare”.

Il culo sono due lune gemelle
in tondo dondolio. Va da solo
con cadenza elegante, nel miracolo
d`essere due in uno, pienamente.

Il culo si diverte
per conto suo. E ama.
A letto si agita. Montagne
s`innalzano, scendono. Onde che battono
su una spiaggia infinita.

Eccolo che sorride il culo. È felice
nella carezza di essere e ondeggiare.
Sfere armoniose sul caos.

Il culo è il culo,
fuori misura.
 
 
(J. Prevert)

domenica 9 agosto 2015

VIENI

 
 
XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
 
In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».(Gv. 6, 41-51)
 
Siamo noi a cercare Dio o e lui a cercare noi? Ancora prima che noi cominciamo a cercarlo consapevolmente, egli ci attira a sé, come un innamorato, tramite Cristo. La reazione giusta da parte nostra è di essere pienamente disposti ad ascoltare e ad imparare: “Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me”. Ciò significa seguire Cristo, poiché “solo colui che viene da Dio ha visto il Padre” e quindi solo lui può conoscere perfettamente la volontà del Padre e rivelarla. La vita eterna che noi tutti desideriamo dipende dalla fede in Cristo, da una fiducia e da un impegno costanti, che faranno cominciare la vita-risurrezione qui ed ora, garantendo la risurrezione dei corpi alla vita immortale. In attesa, i fedeli si nutrono del suo Corpo e del suo Sangue nella santa Eucaristia, costituendo a poco a poco in loro stessi una “riserva” di vita immortale. Se Elia o gli Ebrei dell’Esodo mangiarono del pane prezioso, noi mangiamo qualcosa di molto più prezioso: “Il pane che io darò è la mia carne”.

venerdì 7 agosto 2015

RIFLESSIONI SUL CENTURIONE EVANGELICO

 
 
 
Omelia su Matteo 8,5-13 di Don Hugues pronunciata nella Chiesa cattolica di San Francesco di Sales a Laveu (Liegi, Francia) il 3 dicembre 2000, liberamente tradotta da una volontaria di Progetto Gionata
 
Signore Gesù, Tu che vieni per salvarci, in questo episodio del Vangelo, è il tuo sguardo che mi meraviglia nuovamente. Vieni per portare agli uomini e alle donne dei nostri tempi una Buona Novella. Vieni a dirgli: Dio vi ama, Dio vi vuole in piedi, vivi; Dio vuole che abbiate la vita nella sua pienezza. È per questo che sei uscito dal Padre e venuto fino a noi.
 
Nel Tuo viso, c’è il viso del nostro Padre Celeste che possiamo contemplare; nel tuo sguardo, è lo sguardo d’amore del nostro Creatore che possiamo incontrare. Chi era questo centurione? E chi era questo servitore?

 Da una parte un pagano, certo, di quelli la cui presenza stessa basterebbe a insudiciare un buon ebreo, un rabbino per di più! E il suo servitore? Amico, amante? Un fratello protestante, un pastore, ne vede più che una relazione tra padrone e schiavo. Le parole del testo greco possono, in effetti, lo suggeriscono. È forse per questo che il centurione è indegno di accoglierTi sotto il suo tetto: non solo pagano, per di più omosessuale.
 
Forse si, forse no. È necessario che questo centurione ami il suo servitore per cercare Te, il maestro ebreo, in pieno territorio occupato e supplicarTi, lui che ha l’abitudine di comandare ed essere obbedito! Questo non deve sfuggirTi e, senza dubbio, anche questo suscita la tua ammirazione.
Quel servitore è come un figlio per lui. E Tu sei il Figlio amato dal Padre che sa, come Te, che Ti dirigi verso la Croce per soffrire e morire. Figlio dell’Altissimo, anche Tue sei pienamente e totalmente uomo, con un cuore capace di fremere. E lo hai dimostrato più di una volta. Ti emoziona vedere questo amore e questa sofferenza.

 Il dolore di perdere l’amico non lo infliggerai a chi ama. Quello che gli uomini faranno con Te che sei Dio, Tu non puoi farlo con loro! Guarirai quel servitore, Tu che diventerai per tutti noi il Servitore che soffre; lo ridarai al suo padrone, come farai con il figlio della vedova, Lazzaro, che lo ridarai alle sue sorelle, Marta e Maria.

 La fede che Ti meraviglia così tanto proviene dall’amore. Ed è l’amore che Ti tocca, Tu, il Dio che è Amore e da cui proviene tutto l’amore; Tre e Uno, come niente su questa terra.
 
È l’amore che Ti meraviglia, quando nasce e cresce, quando fiorisce e sboccia in tutti quelli che chiami all’amore, ad amare come Te, fino in fondo, fino alla croce, fino a perderne la vita. In quel servitore paralizzato, condannato a morte, non vedi forse i nostri fratelli, sorelle, bambini, sposi e amici in Africa e altrove, dappertutto nel mondo, colpiti dall’AIDS?
 
Non vedi, Gesù, tutto l’amore passionale, struggente, coraggioso, ferito, sfigurato, grandioso, trasfigurato? Non vedi questi tentativi di amare? Sei Tu che fai nascere in noi, immediatamente, l’amore che proveremo per Te eternamente. Tu che vieni per salvarci tutti, Tu che vieni per amarci, guariscici!
Testo originale: A l’analyse de St Mathieu narrant la demande du centurion de sauver son serviteur

giovedì 6 agosto 2015

GNOCCHI AL SAPORE DI BOSCO

La prima pioggia d'agosto rinfresca il bosco. Quale ricetta migliore di un piatto di gnocchi verdi, dunque? Mettiamo dunque in ebollizione un pentolone pieno pieno di questi golosi gnocchi color speranza e gustiamoceli, magari, all'ombra di un bosco di montagna su una bella panchina da picnic. Perché no? E buon appetito. 

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martedì 4 agosto 2015

L'AMORE NON HA CONFINI



DUETTO - Eden Winters - Dreamspinner Press

Trama
I decreti di un conquistatore non possono separare Aillil Callaghan dal suo retaggio scozzese. Indossa con orgoglio il tartan del suo clan – ora proibito – aspettando il giorno in cui diventerà Laird, restaurando così il buon nome della sua famiglia e combattendo per liberare la Scozia dalla tirannia inglese. Un inglese nella sua casa? Un abominio! Eppure, il tutore che suo padre ha assunto per i suoi fratelli può avere qualcosa da insegnare anche all’erede dei Callaghan.
 
Il violinista e letterato Malcolm Byerly ha lasciato il Kent spinto dalla paura, cercando solo un impiego tranquillo, menti curiose a cui insegnare e un luogo ove mantenere celati i suoi segreti. Non sa che tra i suoi studenti vi sarà anche il fratello maggiore dei ragazzi – un barbaro che odia gli inglesi – e che il suo tartan rosso e verde nasconde un cuore affine. Il comune amore per la musica rompe le barriere tra due mondi.
 
Il padre di Aillil minaccia il loro amore, ma un pericolo più grande li divide. I due svaniscono nella leggenda.
 
Due secoli dopo, il violinista Billy Byerly arriva a Castle Callaghan e si sente stranamente a casa. Le leggende parlano di un Laird perduto che infesta il castello in attesa del ritorno del suo amante, ma Billy non crede alle leggende, ai fantasmi, o all’amore che dura oltre la vita.
 
Voto
 
Finalmente uno storico, anche se non totalmente. Qualcuno storcerà il naso e sottolineerà il fatto che lo zio Eagle, appena legge uno storico, schizza alle cinque stelle di valutazione. Potrebbe aver ragione, ma questo libro le vale tutte quante. Il romanzo si spacca in due parti (o meglio quattro), la prima parte nella Scozia del XVI secolo, la seconda ai nostri giorni. Tra i due periodi, una fugace capatina all'inizio del XVIII e nel XIX secolo. E' un libro che celebra l'eternità dell'amore tra i due protagonisti, un amore talmente forte da durare nei secoli. I personaggi sono cesellati in punta di penna, non solo lo scozzese e l'inglese ma tutti i comprimari di questo bel racconto. I fratellini di Aillil sono adorabili e anche le figure di contorno ci lasciano un ricordo nostalgico di questa piacevole lettura. La scrittrice doveva essere in piena estasi creativa, mentre scriveva. Personalmente non ho trovato lati negativi e ve ne consiglio caldamente la lettura, anche perchè un così sexy Highlander non può passare inosservato. E magari, dopo aver letto il libro, nei vostri sogni sentirete la magica musica di due struggenti violini: probabilmente saranno i fantasmi di Aillil e Mael Caluim che ritornano a raccontarvi del loro eterno amore.      
 
NB Il voto è del tutto soggettivo e viene strutturato ad un massimo di cinque stelle: scarso, sufficiente, discreto, ottimo, eccellente.