mercoledì 27 maggio 2015
martedì 26 maggio 2015
ANCORA JORY E BEN
A PROVA DI PROIETTILE - Mary Calmes - Dreamspinner Press
Seguito di Questione di tempo vol. 1 & 2
Trama:
Dovunque vada, Jory Harcourt riesce sempre a mettersi nei guai, specialmente quando il suo partner, Sam Kage, sta lavorando sotto copertura per i federali.
Dopo essere stato obbligato dalla crisi finanziaria a chiudere la sua attività, Jory trova lavoro in un’agenzia matrimoniale. Ma in poco tempo la sua lingua senza freni e il suo atteggiamento senza mezze misure lo trascinano in un tiro alla fune fra un ricco ereditiero e un narcotrafficante. E come se la situazione non fosse già abbastanza delicata, Sam fa la sua comparsa facendo affari con il contrabbandiere della droga.
Fra gli uomini che lo vogliono e quelli che lo vogliono morto, Chicago sta diventando un po’ troppo affollata per lui; seguendo il consiglio di suo fratello, del suo fidanzato e dell’FBI, Jory vola alle Hawaii… dove un serio incidente minaccia gravemente il resto della sua vita. Riusciranno Sam e Jory a rimanere fedeli alle loro promesse e a dimostrare che il loro amore è veramente a prova di proiettile?
Dopo essere stato obbligato dalla crisi finanziaria a chiudere la sua attività, Jory trova lavoro in un’agenzia matrimoniale. Ma in poco tempo la sua lingua senza freni e il suo atteggiamento senza mezze misure lo trascinano in un tiro alla fune fra un ricco ereditiero e un narcotrafficante. E come se la situazione non fosse già abbastanza delicata, Sam fa la sua comparsa facendo affari con il contrabbandiere della droga.
Fra gli uomini che lo vogliono e quelli che lo vogliono morto, Chicago sta diventando un po’ troppo affollata per lui; seguendo il consiglio di suo fratello, del suo fidanzato e dell’FBI, Jory vola alle Hawaii… dove un serio incidente minaccia gravemente il resto della sua vita. Riusciranno Sam e Jory a rimanere fedeli alle loro promesse e a dimostrare che il loro amore è veramente a prova di proiettile?
Voto 



Terza puntata di questa serie spumeggiante. Ritorna Jory Harcourt ed il suo super-sexy marito Sam Kage ed ancora una volta ci troviamo catapultati in una storia piena di colpi di scena e di situazioni esilaranti. Questa volta devo dire che il romanzo è un po' sotto-tono rispetto ai precedenti, alcune scene ci potevano benissimo essere risparmiate ma l'autrice probabilmente ha dovuto allungare un po' il suo libro che altrimenti sarebbe stato alquanto stringato. Diciamo comunque che nel suo insieme, anche in questo romanzo la scrittrice si rivela all'altezza delle aspettative. Decisamente una delle migliori autrici nel genere M/M. Si può leggere anche da solo, ma meglio leggere prima i precedenti per gustarsi a pieno la romantica storia di questi due personaggi indimenticabili.
NB Il voto è del tutto soggettivo e viene strutturato ad un massimo di cinque stelle: scarso, sufficiente, discreto, ottimo, eccellente
lunedì 25 maggio 2015
YES, I DID

Articolo pubblicato sul sito de La Stampa il 23 maggio 2015
Non è stato un plebiscito, ma la vittoria del «sì» è nettissima. Svolta storica in Irlanda, terra di antiche radici cattoliche, che oggi è diventato il primo Paese al mondo a introdurre i matrimoni gay tramite un referendum. I voti favorevoli sono stati a livello nazionale il 62,1%, con punte di oltre il 70% nelle città come Dublino, mentre i «no» si sono fermati al 37,9%. È iniziata così la festa nella capitale, con migliaia di persone vestite coi colori arcobaleno che hanno affollato il castello di Dublino.
Gli irlandesi hanno deciso di introdurre un emendamento che cambia la loro Costituzione, rendendo possibile le nozze fra le persone dello stesso sesso. L’affluenza è stata da record, raggiungendo il 60,5%. Il premier Enda Kenny, che col suo governo ha fortemente appoggiato la vittoria del sì, ha parlato di «momento storico» e di «messaggio da pionieri» che gli irlandesi hanno mandato al resto del mondo. Nel giro di 22 anni il Paese è così passato dal depenalizzare l’omosessualità come reato, all’introduzione delle unioni civili nel 2010, fino al risultato di oggi. Se è stato più forte il voto del «sì» nelle città, comunque anche le zone rurali, più tradizionaliste, si sono largamente espresse in favore del cambiamento.
Gli irlandesi hanno deciso di introdurre un emendamento che cambia la loro Costituzione, rendendo possibile le nozze fra le persone dello stesso sesso. L’affluenza è stata da record, raggiungendo il 60,5%. Il premier Enda Kenny, che col suo governo ha fortemente appoggiato la vittoria del sì, ha parlato di «momento storico» e di «messaggio da pionieri» che gli irlandesi hanno mandato al resto del mondo. Nel giro di 22 anni il Paese è così passato dal depenalizzare l’omosessualità come reato, all’introduzione delle unioni civili nel 2010, fino al risultato di oggi. Se è stato più forte il voto del «sì» nelle città, comunque anche le zone rurali, più tradizionaliste, si sono largamente espresse in favore del cambiamento.
«Sono così orgoglioso di essere irlandese oggi», ha detto il ministro per le Pari opportunità Aodhan O’Riordain, fra i promotori del referendum. Sin da quando si è aperto lo spoglio delle schede, questa mattina, si è subito capito il consistente margine di vantaggio del sì, che ha rispecchiato quanto era emerso nei sondaggi. Nel giro di qualche ora la vittoria è apparsa chiarissima, confermata dalle dichiarazioni in arrivo dai due schieramenti.
È così iniziata la lunga festa, in particolare a Dublino, dove migliaia di persone sono scese in strada per ritrovarsi al castello della capitale e ascoltare la proclamazione del risultato finale. Su Twitter intanto personaggi della cultura e dello spettacolo si complimentavano con gli irlandesi. «Oscar Wilde sta ridendo nella tomba», ha detto l’attore britannico Stephen Fry, riferendosi allo scrittore dublinese rinchiuso alla fine dell’800 in un carcere in Inghilterra per la sua omosessualità. «È bello vedere un Paese in cui tutti sono trattati in modo eguale», ha affermato invece Richard Branson, il patron di Virgin. Approfittando della festa, la senatrice indipendente Katherine Zappone ha colto l’occasione in diretta sulla tv pubblica irlandese Rte per chiedere alla moglie Ann Louise Gilligan di risposarsi «in questa nuova Irlanda».
Il voto avrà anche importanti ripercussioni sulla chiesa cattolica nel Paese e forse anche all’estero. Mentre i vescovi si erano schierati con la famiglia tradizionale, suore e preti `ribelli´ avevano mostrato una maggiore apertura. Dopo la vittoria del «sì», l’arcivescovo di Dublino e Primate d’Irlanda, Diarmuid Martin, ha parlato di «rivoluzione sociale». «La chiesa ora deve fare i conti con la realtà», ha aggiunto, sottolineando che sarà un «compito difficile» far arrivare il messaggio del cattolicesimo ai giovani.
La «rivoluzione» dell’Irlanda di sicuro avrà ripercussioni in altre realtà, a partire dalla vicina Irlanda del Nord, dove da tempo partiti come il Sinn Fein cercano, senza riuscirci, di introdurre le nozze gay.
L'AMORE

Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore.
E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo
e su di esso calò una grande quiete.
E con voce ferma disse:
Quando l'amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno,
affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni
come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge.
E come vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore,
affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore
e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni,
dove riderete
ma non tutto il vostro riso
e piangerete,
ma non tutte le vostre lacrime.
L'amore non da nulla fuorché sé stesso
e non attinge che da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore.
Quando amate non dovreste dire: "Ho Dio nel cuore",
ma piuttosto, "Io sono nel cuore di Dio".
E non crediate di guidare l'amore,
perché se vi ritiene degni è lui che vi guida.
L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri,
i vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi
e imitare lo scorrere del ruscello
che canta la sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato
e rendere grazie per un altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio
e meditare sull'estasi d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato
e un canto di lode sulle labbra.
Kahlil Gibran
domenica 24 maggio 2015
IL PARACLITO
DOMENICA DI PENTECOSTE (ANNO B)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». (Gv. 15, 26-27; 16, 12-15)
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». (Gv. 15, 26-27; 16, 12-15)
Lo Spirito Santo è lo Spirito di Cristo ed è la Persona divina che diffonde nel mondo la possibilità di imitare Cristo, dando Cristo al mondo e facendolo vivere in noi.
Nell’insegnamento e nell’opera di Cristo, nulla è più essenziale del perdono. Egli ha proclamato il regno futuro del Padre come regno dell’amore misericordioso. Sulla croce, col suo sacrificio perfetto, ha espiato i nostri peccati, facendo così trionfare la misericordia e l’amore mediante - e non contro - la giustizia e l’ordine. Nella sua vittoria pasquale, egli ha portato a compimento ogni cosa. Per questo il Padre si compiace di effondere, per mezzo del Figlio, lo Spirito di perdono. Nella Chiesa degli apostoli il perdono viene offerto attraverso i sacramenti del battesimo e della riconciliazione e nei gesti della vita cristiana.
Dio ha conferito al suo popolo una grande autorità stabilendo che la salvezza fosse concessa agli uomini per mezzo della Chiesa!
Ma questa autorità, per essere conforme al senso della Pentecoste, deve sempre essere esercitata con misericordiae con gioia, che sono le caratteristiche di Cristo, che ha sofferto ed è risorto, e che esulta eternamente nello Spirito Santo.
Nell’insegnamento e nell’opera di Cristo, nulla è più essenziale del perdono. Egli ha proclamato il regno futuro del Padre come regno dell’amore misericordioso. Sulla croce, col suo sacrificio perfetto, ha espiato i nostri peccati, facendo così trionfare la misericordia e l’amore mediante - e non contro - la giustizia e l’ordine. Nella sua vittoria pasquale, egli ha portato a compimento ogni cosa. Per questo il Padre si compiace di effondere, per mezzo del Figlio, lo Spirito di perdono. Nella Chiesa degli apostoli il perdono viene offerto attraverso i sacramenti del battesimo e della riconciliazione e nei gesti della vita cristiana.
Dio ha conferito al suo popolo una grande autorità stabilendo che la salvezza fosse concessa agli uomini per mezzo della Chiesa!
Ma questa autorità, per essere conforme al senso della Pentecoste, deve sempre essere esercitata con misericordiae con gioia, che sono le caratteristiche di Cristo, che ha sofferto ed è risorto, e che esulta eternamente nello Spirito Santo.
sabato 23 maggio 2015
venerdì 22 maggio 2015
LA VERITA' VA PROCLAMATA NELL'AMORE
Articolo di Francis DeBernardo pubblicato sul blog di New Ways Ministry l’8 marzo 2015, liberamente tradotto da un volontario di Progetto Gionata.
L’imminente referendum irlandese sul “riconoscimento legale del matrimonio fra persone dello stesso sesso” (Marriage Equality) ha suscitato l’opposizione attesa dalla gerarchia Cattolica della nazione, a volte con toni un po’ estremi, come è la dichiarazione del portavoce dei vescovi secondo la quale i sacerdoti cattolici non potrebbero più convalidare gli aspetti civili del matrimonio eterosessuale, se esso venisse esteso dall’elettorato a coppie dello stesso sesso. Tuttavia, di recente, l’archivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, ha cercato di essere più conciliante: nonostante la sua opposizione alla legge sull’eguaglianza dei matrimoni, egli invoca una “etica dell’uguaglianza” che preveda tutele legali per le coppie gay e lesbiche impegnate.
Il London’s Tablet, settimanale cattolico internazionale, riporta il commento dell’arcivescovo fatto al “All Hallows’ College” di Dublino, durante un discorso ai funzionari diocesani addetti alle comunicazioni. Riporto in questo articolo alcuni dei punti principali di tale discorso.
Il punto principale del discorso dell’arcivescovo Martin è difendere il concetto di complementarietà come fulcro essenziale per il matrimonio e la stabilità umana e sociale. Per la maggior parte del suo discorso ha posto le sue argomentazioni a sostegno della sua affermazione, denotando inoltre l’importanza delle motivazioni teologiche nei dibattiti sociali e politici. Se uno leggesse solo questa parte del discorso, potrebbe concludere che questo è l’unico punto della questione, ma verso la fine del suo intervento egli pone considerazioni sulla situazione delle persone gay e lesbiche.
“Un’etica dell’eguaglianza non richiede uniformità. Ci può essere un’etica dell’eguaglianza che sia in grado di riconoscere e rispettare le differenze. Una società pluralista può trovare in modo creativo strade, dove, le persone con orientamento omosessuale, abbiano i loro diritti ed il benevolo riconoscimento dei loro rapporti di amore e di cura in una cultura della diversità, rispettando l’unicità delle relazioni uomo-donna.”
L’arcivescovo ha inoltre criticato coloro che citano Papa Francesco discutendo dell’eguaglianza dei matrimoni per la Chiesa Cattolica sostenendo che il pontefice abbia chiaramente espresso la sua difesa per il matrimonio eterosessuale e per la complementarietà. A questi cattolici Martin ha detto:
“Trovo interessante che molti di coloro che sostengono questa campagna la facciano con un linguaggio religioso, essi sono molto disinibiti nel citare papa Francesco a sostegno delle loro argomentazioni , anche se ritengo che la loro conoscenza del pensiero del pontefice sia un po’ limitata.”
Ha poi presentato il punto di vista del papa sul matrimonio fra persone dello stesso sesso e sulle unioni LGBT in genere, rilevando che né i conservatori né i progressisti sono completamente soddisfatti di una presa di posizione morbida:
“Nel dibattito sul matrimonio omosessuale in Argentina, papa Francesco è stato inequivocabile nell’affermarne l’inammissibilità, tuttavia egli dice costantemente alle persone di non giudicare nessun individuo. Molti ritengono che una posizione del genere sia insostenibile: certe elementi, dicono, sono semplicemente sbagliati e da condannare, e non c’è modo di poter tollerare alcuna alternativa ad eccezione del pentimento e del cambiamento del proprio stile di vita. Altri sostengono che l’unico modo in cui la Chiesa può mostrare misericordia è proprio cambiando il suo insegnamento. Papa Francesco sposa nessuna delle due posizioni.”
Più che i contenuti relativi alle relazioni omoaffettive, tuttavia, la discussione dell’arcivescovo verte sul tradizionale dibattito gerarchico sull’eguaglianza del matrimonio.
Nella stessa settimana l’arcivescovo Eamon Martin, di Armagh, primate della Chiesa Cattolica irlandese, avverte che la libertà religiosa potrebbe essere in serio in pericolo se venisse approvata l’uguaglianza del matrimonio. L’arcivescovo Martin ha scelto un approccio più morbido, lui, che in passato ha riconosciuto che le autorità clericali avevano parlato troppo negativamente delle persone LGBT, ha ammesso di non poter essere più credibile per alcuni: “So che la durezza con la quale la Chiesa Cattolica irlandese ha trattato i gay e le lesbiche in passato, e in alcuni casi ancora oggi, può rendere difficile per le persone LGBT credere nella mia sincerità in quello che sto proponendo”
Osservando che il linguaggio dei responsabili è stato sovente “insensibile ed eccessivamente sentenzioso” l’arcivescovo Martin ha detto che: “La Chiesa deve imparare a dar voce alle proprie criticità in modo chiaro e senza paura, ma deve sempre farlo con un linguaggio che rispetti il suo Capo”.
Egli ha riconosciuto che il linguaggio duro è stata uno delle cause più grandi fallimenti dei vescovi nel predicare la loro visione del matrimonio: “Il problema per molti versi è che la Chiesa in passato ha spesso presentato male il suo messaggio. Quello che era un messaggio d’amore è stato presentato in un linguaggio rigido. Ciò che è un argomento razionale è stato presentato come un dogma che tutti dovrebbero accettare. La verità su Gesù Cristo può essere proclamata solo nell’amore.”
Martin ha evidenziato la necessità di un dibattito civile per persone LGBT e ha invitato i rappresentanti della Chiesa ad essere più cortesi e rispettosi nelle loro discussioni. Il referendum irlandese (sul matrimonio gay) si terrà il 22 maggio 2015.
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Testo originale: Dublin Archbishop Calls for an “Ethics of Equality” in Marriage Debate
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