mercoledì 24 dicembre 2014

martedì 23 dicembre 2014

PIOGGIA



PIOGGIA - L. A. WITT - Dreamspinner Press

Sono ormai due anni che Brandon Stewart e Dustin Walker stanno insieme, da quella fatidica partita a biliardo che li ha fatti conoscere. Non è stato facile, per Dustin, fare coming out con la propria omofobica famiglia e ammettere i propri sentimenti per Brandon, ma ora i due progettano di sposarsi. Finché il fratello di Dustin, Tristan, non si rifà vivo sperando di riallacciare i rapporti, e Brandon incomincia a chiedersi se non ci sia un modo anche per lui di far pace col proprio fratello. Sono sedici anni che Brandon non vede Russell: sarà bastato un silenzio così lungo a rimarginare le ferite?

Voto

Se volete leggere qualcosa di poco voluminoso, scegliete questo romanzo breve (80 pagine). L'ho letto in una giornata, un'ora di treno al mattino e un'ora alla sera. La storia però non è niente male. Avevo apprezzato il primo romanzo e la lotta interiore dei due personaggi che ritroviamo in questo sequel. Due uomini passionali, due ritratti di calibro e di grande maturità. In questo piccolo romanzo li troviamo alle prese con il loro ormai consolidato rapporto e la decisione di poter finalmente coronare il loro sogno matrimoniale. Entrambi dovranno lottare con un loro congiunto, Tristan fratello di Dustin che alla fine non lo comprende pienamente ma lo accetta come scelta personale; Russell fratello di Brandon che invece lo rifiuta per la seconda volta. E davanti a questa lotta fratricida, che troppo spesso accade nella vita reale, si svolge e si dipana la decisione di due uomini che si amano e che alla fine si dicono: Sai che c'é? E' una cosa che dobbiamo decidere noi e se anche non siamo accettati pienamente dai nostri rispettivi fratelli, non ce ne frega un tubo, il matrimonio è il nostro. Scritto bene, scorrevole, ma d'altro canto anche molto breve, forse troppo. Il leit motiv della loro decisiva storia è la pioggia che inesorabile va a bagnare le loro anime e fa sperare in giorni migliori, dove possa splendere il sole. Jon Ham e Tuc Watkins (intercambiabili).



NB Il voto è del tutto soggettivo e viene strutturato ad un massimo di cinque stelle: scarso, sufficiente, discreto, ottimo, eccellente.

lunedì 22 dicembre 2014

PREGHIERA DAVANTI AL PRESEPE



Signore, Gesù vengo davanti al tuo presepio con il cuore pieno di fiducia e di tenerezza. Voglio essere come i pastori che nel cuore della notte si sono alzati per andare a vedere il Salvatore. So che mi acetterai. Apri anche le mie orecchie per sentire il canto di pace degli angeli e i miei occhi per vedere in te il Principe della Pace. Che io ti riconosca come il Messia nella mia vita e mi metta alla tua presenza, come vedo fare al tuo papà e alla tua mamma in questo presepio.

Tu vieni nel mondo per riconciliare il cielo e la terra. Vieni a riconciliare anche me con il Padre.

Voglio stare un po’ con te nella tua grotta: solo qui accanto a te troverò pace e riposo, i miei dubbi si muteranno in certezze, i miei affanni in quiete, la mia tristezza in gioia, il mio turbamento in serenità. In questo spazio troverà sollievo il mio dolore, acquisterò coraggio per superare la paura, mi riempirò di generosità per non arrendermi all’avvilimento e per riprendere il cammino della speranza.

Maria, vedo nel tuo volto la somiglianza con Gesù. Tu dai alla luce Colui che è la nostra riconciliazione. Madre, mi rifugio in te e sotto la tua protezione imploro il perdono di Dio. Rendimi somigliante a Lui, per essere come lui Misericordia.

San Giuseppe, insegnami a proteggere la presenza di Dio in me come tu hai protetto Gesù Bambino e tua moglie Maria. Aiutami, con l’aiuto dei SS. Angeli, a riconoscere i subdoli attacchi di chi vorrebbe uccidere in me la presenza viva del Signore che il Padre ha voluto per me nel giorno del mio Battesimo. Che, dopo la visita a questo presepio, io guardi Gesù e Maria con lo stesso amore che posso ammirare nei tuoi occhi.
Angeli Santi di Dio continuate ad essere come oggi la voce di Dio che mi chiama, invitandomi ad alzarmi dal buio in cui cado a causa delle mie debolezze e del peccato.

Gloria a Dio!

domenica 21 dicembre 2014

ECCOMI




IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. (Lc. 1, 26-38)

Dopo la testimonianza di Giovanni Battista, ecco la testimonianza di Maria, madre di Dio, che ha serbato preziosamente in cuor suo le grandi cose che il Signore aveva fatto per lei. Il concepimento verginale di Cristo, così chiaramente esposto nel vangelo di oggi (Lc 1,34-35), non è un fatto isolato, una grazia a sé.
Ma non ci è presentato nemmeno come il modo più adatto per la nascita del Messia. Ci è dato come sicurezza che il figlio, nato da Maria, “ sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio ”, perché “lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo ”.
La nascita di Gesù dalla Vergine Maria non è una verità aggiunta alla verità dell’Incarnazione; è parte integrante di questo stesso mistero. E la divina condiscendenza, per mezzo della quale viene richiesto il consenso di Maria, perché possa realizzarsi il progetto divino, è ciò che san Paolo chiama la “ rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni, ma rivelato ora... a tutte le genti perché obbediscano alla fede ” (Rm 16,25-26).

venerdì 19 dicembre 2014

BABBO NATALE VERSIONE GAY



Ai tempi in cui io andavo alle elementari si iniziava la giornata con una preghiera, Gesù era inchiodato sopra la cattedra accanto al ritratto del presidente Pertini in una rappresentazione paradossale della sintesi kantiana che viveva allora il nostro paese e a Natale si realizzavano dei presepi in scala 1:1 con le mollette di legno e il Vinavil (altro che Paint Your Life).

Quelli erano ancora tempi in cui la malizia era al massimo il nome di un pessimo profumo pubblicizzato in televisione e quindi a 10 anni ancora si credeva che per far avverare un desiderio bastasse scrivere a Babbo Natale. Per sentirci tutti meno gretti però (afflitti già a quell’età dai precetti cattolici che condannano la cupidigia e l’egoismo anche nei fanciulli) le nostre letterine iniziavano tutte indistintamente con speranze da reginette di bellezza come la pace nel mondo o la fine della fame in Africa per poi precipitare molto più prosaicamente sulla richiesta di robot componibili per i ragazzi e Barbie “Fior di pesco” per le ragazze e per me.

Fu durante uno di quei Natali che con assoluto candore chiesi alla mia insegnante come mai Babbo Natale non avesse una moglie (già allora mi era chiaro che se si arrivava scapoli in così tarda età c’era sicuramente un fondato sospetto di omosessualità).

Ma in quell’epoca tradizionalista e ultracattolica era impensabile ammettere che Babbo Natale fosse un single e per sviare i miei sospetti la maestra si affrettò a confermare che la befana, nonostante fosse racchia per antonomasia, era in realtà la sua consorte. Al momento la mia curiosità venne appagata sebbene, alcuni anni dopo, vidi tutto sotto una luce diversa che mi portava ad interpretare quel generoso, corpulento vecchietto contornato da assistenti efebici e ridanciani come la rappresentazione perfetta di uno sugar daddy in compagnia dei suoi mantenuti.

Lo so di sembrare il tipico gay che vede omosessuali dappertutto, persino nel Ben Hur interpretato dal quel totem d’eterosessualità che è stato Charlton Heston, ma a confermare i miei sospetti che su Santa Claus gravasse da sempre l’accusa di sodomia questa volta è niente meno che il New York Times che a pochi giorni dal Natale ha pubblicato sulla sua edizione on line una storia dallo stucchevole gusto di bufala.

Insomma il fatto è questo: non si capisce bene per quale motivo (forse un’omonimia con l’indirizzo dell’autore di un racconto natalizio del XIX secolo) ma da poco più di un mese a questa parte in un tranquillo appartamento di Chelsea abitato una coppia di gay al cui confronto quella protagonista di “Modern Family” sembra composta da due picchiatori della mafia, sono iniziate ad arrivare una valanghe di lettere di bambini indirizzate a Santa Claus. E così tra una bolletta e una copia del New Yorker (al quale hanno tenuto a ribadire alle telecamere di essere abbonati-quasi troppo cliché per essere veri...) hanno iniziato ad ammonticchiare pile di letterine scritte con la grafia incerta di chi ha da poco tempo imparato a distinguere le lettere dell’alfabeto.

Ovviamente i due che hanno un cuore di pan di zenzero hanno pianto lacrime calde leggendo che Aysha del Queens con le sue 8 sorelle e la madre disoccupata non beccherà neppure una Tanya di seconda mano e così sono ricorsi ai loro amici che in una maratona di solidarietà hanno iniziato a raccogliere quanti più regali possibili da spedire, se non a tutti i bambini, almeno a una buona parte di loro.

Tutto questo è stato documentato con un video realizzato da NYT con un taglio registico da Canto di Natale che sembra gridare a squarciagola: “Hey, avete visto quanto sono buoni e sensibili i gay!?” assomigliando a un video di propaganda come ne giravano nel dopo guerra dove si vedono gli alleati lanciare cioccolata e gomme da masticare agli scugnizzi di Napoli.

Insomma se un tempo essere gay in quella città significava far sesso promiscuo sui moli del porto stordendosi in feste stronca-cavalli dopati per giorni con droghe e disco music, oggi invece gli omosessuali di New York sembrano diventati più realisti dello stesso re dimostrando una aspirazione alla “normalità” davvero tenace che si ferma appena qualche millimetro prima di toccare il limite critico della borghesia più insopportabile. Forse è lo spirito natalizio che mi rende più caustico del normale e il mio atteggiamento da teorico dei complotti mi fa vedere falsità dove forse non ce n’è ma la messa in scena di “Omo-miracolo sulla 34° strada” risulta più indigesta di un pessimo panettone da discount.


giovedì 18 dicembre 2014

GNOCCHI CON LA NEVE SUL TETTO

Eccoci giunti al penultimo appuntamento culinario ispirato al periodo festivo, dato che il prossimo giovedì sarà proprio Natale. Nei precedenti suggerimenti abbiamo visto una carrellata di angelici bellimbusti e, un'altra, di ganzi bamboccioni. Questa puntata la voglio dedicare agli gnocchi cresciutelli, ai quali è caduta un po' di neve natalizia sul tetto. Uomini che magari ricordano anche un po' Babbo Natale e coi quali, ci scommetto, vorremmo volentieri passare le nostre festività. Io li vorrei tutti a casa mia per poterli assaggiare uno a uno, ma rischierei un'indigestione e il divorzio dal mio adorato maritino. Grazie al cielo il mio dolce coniuge non sfigurerebbe assolutamente in mezzo a questi gnocchi brizzolati e muscolosi. Quindi, per questa volta ve ne concedo qualcuno, non abbuffatevi e buon appetito.

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