giovedì 7 marzo 2013

GNOCCHI IN JEANS ALLA RETRO'

Ricetta riveduta e corretta di settimana scorsa. Gnocchi al blu di Genova con un leggero gusto retrò.
Buon appetito!

mercoledì 6 marzo 2013

martedì 5 marzo 2013

CI HAI PENSATO INSIEME



Signore, ti ringraziamo d’averci dato l’amore.
Ci hai pensato «insieme»
prima del tempo,
e da sempre ci hai amati così,
l’uno accanto all’altro.
Signore, fa’ che apprendiamo l’arte
di conoscerci profondamente;
donaci il coraggio di comunicarci
le nostre ispirazioni, gli ideali,
i limiti stessi del nostro agire.
Che le piccole inevitabili asprezze dell’indole,
i fugaci malintesi, gli imprevisti
e le indisposizioni non compromettano
mai ciò che ci unisce, ma incontrino, invece,
una cortese e generosa volontà
di comprenderci.
Donaci, Signore,
la gioiosa fantasia per creare ogni giorno
nuove espressioni di rispetto
e di premurosa tenerezza
affinché il nostro amore
brilli come una piccola scintilla
del tuo immenso amore.

lunedì 4 marzo 2013

LA COSTRUZIONE


Un capomastro lavorava da molti anni alle dipendenze di una grossa società edile. Un giorno ricevette l'ordine di costruire una villa esemplare secondo un progetto a suo piacere. Poteva costruirla nel posto che più gradiva e non badare alle spese.
I lavori cominciarono ben presto. Ma, approfittando di questa cieca fiducia, il capomastro pensò di usare materiali scadenti, di assumere operai poco competenti a stipendio più basso e di intascare così la somma risparmiata.
Quando la villa fu terminata, durante una festicciola, il capomastro consegnò al Presidente della società la chiave d'entrata.
Il Presidente gliela restituì sorridendo e disse stringendogli la mano: "Questa villa è il nostro regalo per lei in segno di stima e di riconoscenza".

domenica 3 marzo 2013

ANCHE UN FICO DEVE CONVERTIRSI

III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO C)



In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”». (Lc. 13, 1-9)

L’uomo, nella sua cocciutaggine, sembra correre verso la propria auto distruzione. Eppure non è stato creato per rovinarsi la vita. Non si può neanche immaginare che, fornito di ragione, egli lo desideri. E tuttavia tutto sembra svolgersi in modo che ciò avvenga, a tale punto che si arriva a dubitare dei propri desideri di pienezza e perfino a negare la loro possibilità. Un fatto nuovo è accaduto nella storia, che “molti profeti e re hanno voluto vedere e non hanno visto, e udire e non hanno udito”. Il momento è quindi decisivo, grave. Ma c’è un’ultima e misteriosa resistenza dell’uomo proprio davanti a colui di cui ha più bisogno. Deve affidarsi a Dio e convertirsi, altrimenti il suo cammino sarà sempre diretto verso la propria perdizione. Ci troviamo nelle ultime ore decisive. Cristo può, in un ultimo momento di pazienza, prolungare il termine, come fa per il fico della parabola, ma non lo prolungherà in eterno! Lasciamoci vincere da Cristo, convertiamoci in Lui ed arriveremo al Padre. Il richiamo non è solo i fedeli laici, ma per tutta la Chiesa. Parafrasando il brano del Vangelo, pensiamo a tutti i morti di AIDS, ai sieropositivi che lottano per la propria salvezza, ai malati terminali che stanno agonizzando negli ospedali. Cosa crediamo? Che loro siano più colpevoli di un vescovo, di un cardinale, di un monsignore? Ecco la risposta di Gesù: No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. Prego dunque i nostri fratelli sacerdoti affinchè si convertano anche loro ogni giorno e accolgano tutti i loro fratelli, smettendo questa spirale di rifiuto omofobico che hanno nei confronti dei fratelli LGBT. Non siamo più peccatori di voi, anche noi siamo chiamati alla conversione. E se dovessimo riuscire in questo, saremo salvati e porteremo frutti. Magari migliori di quelli che raccoglierete voi.

sabato 2 marzo 2013

venerdì 1 marzo 2013

SANTI NEARCO E POLIUTO, I PRIMI SANTI OMOSESSUALI


Chissà come mai la Chiesa non festeggia apertamente i santi in odore di omosessualità, tanto che neppure il più famoso sito web ecclesiastico ne riporta il minimo ricordo (Santi, Beati e Testimoni). Ne ho già parlato precedentemente ricordando San Sergio e San Bacco quindi non intendo ripetermi. Oggi vi racconto un’altra storia, molto simile a quella dei santi già citati.

San Poliuto e san Nearco erano due soldati romani d’istanza in Armenia nel terzo secolo dopo Cristo. In effetti essendo antecedenti a Sergio e Bacco, potrebbero essere annoverati quali primo esempio di martirologio di una coppia omosessuale. Il primo resoconto che ci proviene sul martirologio di Poliuto e Nearco è del quarto secolo, la biografia armena dice che erano “fratelli non per nascita ma per l’affetto” ed apprezza “la più vicina relazione tra i due essendo essi camerati e compagni d’arme”.
Nearco era Cristiano, Poliuto era pagano. I due uomini avevano il forte desiderio di vivere insieme per l’eternità. Nel momento in cui Nearco viene scoperto e condannato al martirio, Poliuto che teneramente lo amava, si converte immediatamente al Cristianesimo: la fede del suo amato compagno. Mentre Nearco è condotto in processione verso il patibolo, Poliuto si affianca all’amato e si auto condanna alla stessa pena capitale. Entrambi vengono dunque decapitati a Militene nell’anno 259. Poco prima dell’esecuzione Poliuto si rivolge a Nearco e gli dice: “Ricordati dei nostri voti segreti!”.
Per questo motivo Poliuto viene considerato protettore dei voti e vendicatore delle promesse non mantenute.
Il professor John Boswell dell’università di Yale elenca i nomi di Poliuto e Nearco tra i santi oosessuali della storia e una delle tre coppie omosessuali santificate (gli altri sono i già nominati Sergio e Bacco e le sante Perpetua e Felicita). Le loro appassionate storie d’amore vengono raccontate con ampi dettagli storini in due libri “Same sex unions in pre-modern Europe” di Boswell e in “Passionate Holiness” di Dennis O’Neill. Inutile cercare le traduzioni in Italiano, ovviamente.
Il13 febbraio si festeggia san Poliuto, il giorno di festa per san Nearco è il 22 aprile. Esistono diverse variazioni ortografiche dei loro nomi: Polieucto, Polyeuctes, Polyeuktos e Nearchos, Nearch.
Io credo che storie così belle non abbiano nulla da invidiare ad altre storie agiografiche che la nostra Chiesa sbandiera a destra e a manca e debbano diventare segno della nostra tradizione di cristiani LGBT.